giovedì 31 luglio 2025

La strana coppia


La foto che vedete evidenzia in modo plastico e perfetto il ruolo di questi due nei non rari momenti di crisi tecnica a questa o quella moto.

Sul grigliato in legno sulla destra, sì vedono la testa e le gambe del primo, sdraiato a riposare; il secondo è quello che scatta la foto.

Uno sonnecchia e l'altro si trastulla con il cell; è evidente che sono entrambi  nullafacenti ma in quel momento, e ciò dalla foto non emerge ma ve lo garantiamo, una moto aveva avuto un problemone, tale da poterle subito impedire il viaggio appena iniziato.

Gli altri due lo sanno già che gli impegni toccheranno solo a loro e, quindi, non ci rimproverano, anzi il tacito invito è....mettetevi li e non fate danni. Nella foto li vedete sullo sfondo, inginocchiati al lavoro sulle moto.

In realtà anche Renato ci sa fare e da poco si è smontato una moto da solo ma è oggettivo che, quando capita nei nostri viaggi un problema tecnico, lui faccia coppia fissa con me;  forse gli dispiace vedermi da solo nel cazzeggiare. 

La cosa, incredibilmente, funziona bene da anni ed i due zuzzurrelloni  sono ad ogni modo ben accetti nel quartetto. Il loro lato "leggero" è forse un componente dell'amalgama.

martedì 29 luglio 2025

L'eterna storia della balia e del cuculo.


Matteo aveva deciso di nascere in quella bella mattina di fine febbraio e non ci fu verso. 

Lui arrivò proprio quel lunedì mattina e colse di sorpresa tutti noi babbei ed illusi; graniticamente convinti, soprattutto io, che il termine, fissato almeno 35 giorni dopo,  fosse un precetto per tutti, lui per primo. Ed invece la vita gira come gli pare. 

Alla fine però, per noi due genitori quella fu una esperienza bellissima, lontani da casa e finiti per caso in Neonatologia al S. Chiara di Trento.

Il nostro scricciolo era prematuro e, tra la tante cose belle del Reparto del Prof. Pedrotti, scoprimmo che c'era pure la Banca del Latte ove le mamme che ne avevano di più lo davano a quelle senza. Matteo crebbe anche così, grazie alla generosità di altre sconosciute balie.

Quella della balia è figura nota da  millenni. Per un piccolo compenso, per amicizia, per vicinanza, per amore; da sempre alcune allattano figli di altre.

Non bastasse quello degli uomini, frequenti e dolcissimi esempi di balie ci sono  pure nel mondo c.d. animale; chi non si è commosso per una gatta che allatta un cagnolino od una leonessa che cresce un coyote?   

A tutte queste belle storie si contrappone poi quella, ignobile, del cuculo; è spiacevole già darne cenno, basti pensare che fa covare ad altri le proprie uova e poi, appena nato, getta a terra le uova dei fratellastri di nido. 

Balie e Cuculi; contrasti estremi, sintesi perfetta di come si può essere generosi oppure egoisti. 

Tutto questo pistolotto ha attinenza con il nostro viaggio; pure noi abbiamo infatti una Balia ed un Cuculo.

Si da il caso che delle nostre quattro, due moto siano uguali e tra le specie delle più famose, quella della leggendaria Africa Twin.

Con quel modello Honda vinse varie volte la Parigi/Dakar e conquistò i mercati, non senza però rendersi nota pure per un impianto elettrico a dir poco ballerino.

Capita così che anche in una delle nostre A.T. si segnali un guasto all'alternatore.

Senza quello, la batteria non si carica e poi si spegne, bloccando così la moto; già lontani da Bishkek ed ahimè privi del vitale ricambio.

Siamo fottuti? Macché, le conoscenze meccaniche di due del gruppo (io e Renato siamo lusingati nel vedere che pensate subito a noi), risolvono in un attimo l'empasse.

Sulla moto a posto viene montata la batteria, ormai scarica, dell'altra. Man mano che si fa strada, l'alternatore sano  ricarica la batteria esangue, che torna così a nuova e pimpante vitalità.

Nel frattempo la A.T. con alternatore rotto succhia energia alla batteria sana ma non la ricarica; in 4 o 5 ore di viaggio la poveretta alza bandiera bianca.

Qui però intervengono i nostri Demiurghi (sono in realtà Omar e Luca, la Vs fiducia sui due sopraindicati  era malriposta) che, cambiando per tempo batterie alle due A.T., prolungano il ciclo vitale di entrambi i preziosi accumulatori.

La prima moto non è una Balia? E l'altra non assomiglia al Cuculo?

Il nostro viaggio può così continuare ma, badate,  solo grazie ad un intervento esterno che pone un limite all'azione del Cuculo, lo ferma prima dell'irreparabile.

Di Balie, riconosciamolo, il mondo è felicemente pieno; la generosità abbonda ad ogni latitudine, la si trova quotidianamente in tutti i  popoli.

Sono però i Cuculi che trovano pochi limiti e nessun Demiurgo.

E non parlo solo dei Cuculi più importanti; certo sarebbe bello che in USA, Russia o Cina qualcuno tirasse un po' le orecchie a quei tre prepotenti e ad altri loro simili in giro per il modo.

Forse però ognuno di noi dovrebbe incominciare almeno tenendo a bada il Cuculo che è in lui.

P.S. Era ormai notte che si è arrivati ad Osh; domani entreremo in Tajkistan. 

 

lunedì 28 luglio 2025

La frana ed il camaleonte.












Non ci fosse stata la prima non avremmo visto il secondo. 
Che poi non era l'animale che conosciamo ma una valle stretta, sinuosa e tutta color ruggine, dalle cime rosse e puntute come la cresta di un camaleonte.
Ma andiamo per ordine  e partiamo dalla frana.
Pare sia stata gigantesca e si è mangiata in un sol boccone la strada chirghiza tra Jalalabad e Toktogul.
Nella nostra prima tappa da Bishkek (siamo arrivati ieri) si sarebbe passati proprio da lì per poi arrivare ad Osh ed al confine tagiko.
Tanta strada per niente! 
Ci dicono di tornare a Bishkek e passare dall'Uzbekistan.
Restiamo un po' mogi ma dei camionisti ci dicono...passate da Aral e prendete una valle impervia e sterrata...sono 90 chilometri, ci metterete più di due ore e da lì in altre 6 ore siete ad Osh, evitando la frontiera uzbeka. 
Ed ecco allora che trascorriamo il nostro pomeriggio circondati dalle mille tonalità di rosso e curcuma di questa valle; sono certamente terre rare perché tra le varie sfumature delle rocce e del pietrisco, ci sono pure lampi irreali di blu, di verde, giallo o di uno strano grigio opalescente.
Pure la strada è rossa, con una polvere di ugual colore (manco fossimo al Roland Garros), fine come talco che si ingessa su tuta e guanti sudaticci. 
In mezzo, fragoroso e spumeggiante, un fiume riversa a valle la neve appena liquefatta e color indaco delle Kirghiz Chrebet, le altissime cime che ci guardano corrucciate.
Di li a poco infatti un violento temporale ci accompagna fino a sera alle porte di Toktogul.
Domani si arriva ad Osh e poi al confine di Sary Tash.
  
 

domenica 20 luglio 2025

Un enorme grazie agli amici di Elefantentruppen.

Ancora una volta Elefantentruppen ha organizzato una magnifica serata per Dusty Roads.

La cena di sabato 19.7.2025, nell'antica e bucolica sede di Vicoferaldi, è stata un successone.

Non ci meritiamo così tante coccole; un grazie lungo da qui al Pamir.

Eh già...Pamir, le affascinanti e vertiginose sterrate dell'Asia Centrale ci aspettano tra pochissimo; una settimana e saremo là.




Vi ho visti!

Vi ho visti tutti, ieri.

Eravate bellissime e bellissimi; è stata una vera gioia guardarVi.

Ho visto nei Vostri occhi  il bagliore giovane che non cessa di animare il viso di chi si mantiene aperto e semplice; di chi non cede al cinismo od al disincanto.

Vi ho visti ballare leggeri; gioiosi della Vostra gioia.

Vi ho visti lavorare d'impegno in cucina, tra i tavoli, nel preparare e nel  rigovernare; concreta fatica donata per il piacere di donare. 

Vi ho visti raccontare barzellette, parlare appassionati di viaggi fatti o da fare, giocare belli carichi a calcio balilla.

Vi ho visti andare in moto spensierati.

E' stato davvero bello ed i lampi dei Vostri occhi ragazzini sono rimasti tutti nel mio cuore.

Stamani Silvio, 76 anni già compiuti, ci ha allietati ricamando con veloce ma elegante dolcezza le anse di Futa e Raticosa.

Auguriamoci di rimanere sempre un po' bambini.