Dusty Roads for children...
DUSTY ROADS Bislacca idea un giro del mondo in moto con ritorno quandochissà! Un viaggio sbocconcellato a morsi strappati al tran tran di ogni anno Con moto vecchiotte; viandanti in cerca di condivisione ed accoglienza Pamir, Mongolia, Mar di Bering il Fuji ed ora Ararat. Tappe annuali dove fermare le moto. Mondi dove portare un piccolo aiuto a bambini in difficoltà. Un ringraziamento ai popoli che ci ospitano. Una traccia che si aggiunga a quelle delle moto. Lungo le strade e nei nostri cuori.
giovedì 13 agosto 2026
Passu Cones
Non è come si pensava.
Arriviamo al check-point di Sost che già il sole inizia ritirarsi in un alcune zone della stretta valle; sopra le cime sfavilla ancora ma qui sotto qualche pennellata scura lambisce i bordi della strada.
Dai pochi mezzi incrociati, che fossero motorini (qui c'è ne sono a milioni), auto o camion, ci sono giunti sempre segnali di saluto.
Lampeggi, colpi di clacson ma soprattutto mani e braccia che escono dai finestrini per salutarti, quasi abbracciarti.
Arrivi in dogana e ti saluti, ormai affratellati dalle lunghe attese in mano cinese. con i pakistani dei pullmann incrociati già di buon mattino a Tashkurgan.
Qui la cosa non è breve ma nemmeno troppo lunga e, peraltro, c'è pure la compilazione di quanto necessario per il Carnet de Passage (documento di natura doganale/fiscale richiesto, in relazione al mezzo con cui si entra via terra, in almeno metà del mondo, specie da quegli stati dell'ex impero inglese).
Qui gli ambienti sono molto più modesti di quelli cinesi ma cambia pure l'atteggiamento degli addetti; ci stringono le mani, sorridono, ci danno il benvenuto in Pakistan (per la verità i più ci dicono..,benvenuti in Gilgit Baltistan..), alcuni chiedono una foto insieme.
E poi c'è l'inglese.
Nei cartelli dei diversi uffici, nei moduli da compilare, nelle parole di chi si rivolge a te.
La nostra padronanza della lingua d'Albione è quasi pari allo zero ma c'è almeno una certa familiarità, capisci quantomeno di che caspita si sta discutendo, se di caratteristiche della moto oppure delle tue generalità.
Se ci avessero poi chiesto ...the cat is on the table... avremmo potuto rispondere con sicura scioltezza.
Insomma, tutto sommato, non ci siamo sentiti sulla Luna.
lunedì 10 agosto 2026
Primi chilometri in Gilgit Baltistan
Ecco, ora siamo davvero entrati in Pakistan.
Mentre le ruote delle moto scricchiolano sulla sterrata che si stende avanti a noi, inizi a pensare che non si tratta più di ipotesi o contro ipotesi, tutte da verificare.
La controprova sarà concretamente qui ed ora; vedremo subito quale sarà la più azzeccata tra le tante dotte analisi socio-geopolitiche lette nei mesi passati e quanto invece ci raccontano i pochi filmati di chi è passato proprio di qui in moto.
Avremo problemi nei rapporti con le autorità e con le persone?
Mentre rifletti su tutto ciò, la strada scende con decisa pendenza la valle; questa è sì stretta ma non è questo che ti dà l'impressione di essere un granellino di sabbia, una minuscola entità in un quadro di una possenza mai vista.
Sono le montagne ad essere come mai le si è viste.
I fianchi che percorri si impennano subito violentemente, con stacchi netti di mille o duemila metri; al culmine di tutte queste rasoiate, vedi poi mille creste aguzze ed ardite.
Subito dietro, quasi incollate, addossate come persone che si accalcano forsennate per un evento super gettonato, cime e cime che si avvicendano altissime, coperte di neve od ingombre di nubi.
Davanti a queste mille vette hai una sensazione nuova rispetto a quella delle nostre Dolomiti e di ogni altro complesso montuoso europeo, dove l'occhio, nonostante tu sia al cospetto di colossi, ha comunque una prospettiva orizzontale.
Qui nel Gilgit Baltistan la prospettiva è invece tutta verticale, del tutto verticale.
Percorriamo così circa 90 chilometri ed arriviamo finalmente al posto di frontiera vero e proprio, il check-point di Sost.
E di questo vi racconteremo poi.
sabato 8 agosto 2026
Kunjerab Pass, lo spartiacque del Grande Gioco
Questo passo è un luogo complicato.
Le regole del gioco
Il cartello cinese indica che dal Kulma Pass ci sono, verso nord, 251 km a Kashgar, oppure 193 km se vuoi raggiungere, dirigendoti a sud, la frontiera sino-pakistana del Kunjerab Pass.
Mandarini e marmellate di maroni.
Partiti da Murgab alle prime luci dell'alba, percorsi puntualmente nelle previste 4 ore i 90 km desertici, è con grandissima emozione che vedi apparire avanti a te la struttura a pagoda della Dogana cinese del Kulma Pass.



























