giovedì 27 agosto 2026

Strada facendo.























 

Per strada vedi un mucchio di cose.
 Guidi ma sei curioso di tutto, posti nuovi e gente nuova, c'è sempre un qualcosa che attira attenzione.
Se puoi, e non sempre puoi, ti fermi e fotografi, vincendo quella fatica che ti dice di evitarlo, di non fermarti, di non perdere tempo ed energie (chi guida, sa di cosa parlo) per  toglierti i guanti, entrambi che altrimenti non riesci, magari mettere pure la moto sul cavalletto, recuperare il cellulare, inquadrare e scattare.
Capita anche di soccombere a quella pigrizia ma il più delle volte ti fermi e, se l'hai fatto, non te ne penti mai. Ogni scatto è un aspetto del viaggio che ora cerchiamo di farVi rivivere.
Foto 1. Tardo pomeriggio, stiamo entrando in Shimshall (PAK) dopo faticosa giornata di viaggio. Uno di noi è stato appiedato da circa mezz'ora, temiamo si sia bruciata la frizione, da circa 10 ore sotto pressione. Al tipo del trattore chiediamo se è disponibile a recuperare la moto, nel caso il guasto non sia più facilmente riparabile.
Foto 2. Lago Karakul (TJ), primo pomeriggio, altitudine di 3.960 mt. Nonostante un sole che picchia notevolmente, per il ciclista ed i due automobilisti è piacevole fermarsi a chiacchierare, scambiando reciproche impressioni di viaggio e, con tutta probabilità, preziose esperienze (qui è prassi lo scambio di info tra viaggiatori). 
Foto 3. Sempre Lago Karakul (TJ). Mentre si fa benza, rigorosamente travasata da recipienti alla buona, fai due  passi ed in una casupola abbandonata scopri un malinconico cimitero di Capre di Marco Polo; l'abbandono di tantissimi trofei rende ancora più triste ed inutile l'abbattimento di questi caratteristici animali.
Foto 4. Siamo in Cina, ai "domiciliari" nella città di Tashkurgan e dalla grande pentola sul marciapiedi si sprigiona uno stuzzicante profumino. Peccato aver fatto abbondante colazione da pochissimo.
Foto 5. Sempre Cina, poco prima della salita al Kunjerab Pass. Ci siamo fermati per un tea caldo ed alcuni rosticini (per nulla diversi da quelli di Campo Imperatore) ed il tipo in felpa griffata Mercedes ha voluto sapere tutto di noi, ha fotografato il suo bimbo sulle nostre moto e, entusiasta, educato e gentilissimo, poco dopo ritorna regalandoci snack e bottigliette. Ennesima conferma che tra le persone comuni, ovunque tu vada, trovi sempre calda accoglienza.
Foto 6. Shimshall (PAK), circa 5 ore dopo foto 1. I due ragazzi mentre noi, fatto anche un po' di riposo, siamo a fine cena, arrivano e ci dicono che la moto è nel piazzale della Guest House. Al buio con motoretta, torce e qualche utensile, sono tornati al Transalp ferma a lato sterrata,  hanno sistemato la frizione che, infatti, non avrà più problemi. Calorosi i ringraziamenti annaffiati da dud-chai. Grazie mille ragazzi!
Foto 7-8-11-13 Riteniamo che qui in Pakistan venga multato severamente un camion non decorato a profusione. Attendiamo di entrare in India per vedere la' come saranno i decori.
Foto 9-14-19 Scene di quotidiana vita cittadina nella regione del Gilgit Baltistan (PAK).
Foto 10-12. Foto ricordo con poliziotti in Ghizer Valley e Sost, rispettivamente zona centrale e settentrionale del Gilgit Baltistan (PAK).
Foto 15-16. Mentre qui da noi la divisa scolastica è bandita da decenni quale negativo simulacro del ventennio o, cmq, inaccettabile e conformistico strumento di omologazione, quindi Pakistan a scuola, primaria o superiore, si va in divisa. Per lui camicia e cravatta regimental, per lei romantico grembiule. Entrambi molto english style. Non sappiamo dire se è nostalgia del colonialismo britannico od intelligente conservazione di ciò che è utile e pratico; in ogni caso invitiamo il sano pragmatismo pakistano.
Foto 17. La persona anziana qui è trattata con rispetto e deferente attenzione. Mentre Luca sostituisce il cavo di frizione Muhammad lo aiuta ma trova pure il tempo di fare due parole con il viandante che si è fermato a guardarci. Vieni presentato a lui che, felice, ti stringe le mani affettuosamente. Non capisci cosa ti dice con voce lieve ed un po' timida ma comprendi che è orgoglioso che noi si stia visitando le vallate che lui abita ed ama.
...segue...


 

lunedì 24 agosto 2026

Skardu Morr




In Gilgit Baltistan si parlano varie lingue: whaki, pastun, balti, urdu e via discorrendo.
In urdu, che è la lingua più diffusa, con Morr si indica la svolta e, quindi, Skardu Morr altro non è che il punto sulla Karakorum Highway ove, scendendo da Gilgit e giunti nei pressi di Jaglot, c'è sulla sinistra il bivio per Skardu.
La statua di uno stambecco la contraddistingue da sempre e questa è una delle zone più note e fotografate della N35.
Ci pare davvero strano esserci concretamente, attraversarne lo snodo asfaltato dopo averlo visto in tanti filmati e foto, dopo averlo appuntato in "note" sul cellulare.
È un luogo magico.
Qui si incontrano le tre catene montuose di Hindu Kush, Himalaya e Karakorum.
Qui vicino, l'Hunza ed il Gilgit si gettano nell'Indo.
Qui, dopo pochi chilometri, mettiamo in posa la vanitosa  Vecchia Bastarda e la fotografiamo con nientemeno che il Nanga Parbat sullo sfondo.
Quando mai ci ricapiterà?




 

giovedì 20 agosto 2026

K2 km 235.







Tita arrivo' davanti a quell'arco e spense la moto.
Il metallo del motore ticchettava raffreddandosi e, nel mentre,  intorno a lui il vento spirava forte, modellando le dune con suoni misteriosi ed affascinanti.
La sabbia era fredda ma solo perché era agosto che, d'inverno, sarebbe stata gelida.
Valle di Shigar, nota anche come "Cold Desert".
Il cartello diceva ...welcome in the land of K2...
Il K2 era proprio lì davanti, appena dopo i 200 chilometri che, ancora oggi, da Askole sino alle prime lingue di ghiaccio dell'immenso Baltoro, si percorrono solo a piedi, affiancati a cammelli ed asini che ondeggiano procedendo in quel mare di deserto in alta quota, carichi di bagagli ed attrezzature.
Da lontano, la grande montagna lo scruta accigliata e poi, d'un tratto si ricorda di lui e dice:
-Ciao Tita, finalmente sei arrivato, ti aspettavo da quando eri un ragazzo e leggevi dell'avventura italiana nel 1954, di Compagnoni e Lacedelli che conquistarono la mia vetta, mentre Walter Bonatti ebbe le ingiuste critiche del Capo, di Ardito Desio. 
-Ciao K2, scusa se ti dirò banalità ma sono molto emozionato. Forse sono anche un po' stanco, sono giorni che siamo in sella ma sono sicuro che il groppo che ho in gola sia per il saperti appena dietro questo velo di sabbia e foschia che si solleva dalle dune.
-Ti ho visto, sai, davanti alla tomba di Bonatti, anni fa' in quel cimiterino a Portovenere, a picco di fronte al mare ed al sole. Cosa gli dicevi?
-Oh...cose tra noi...poche ma pure tante...che non avevo il suo coraggio e neppure i suoi silenzi ma che pure io, almeno un po', volevo come lui arrivare avanti a Te. Che ci guardi e sorridi del nulla che siamo, del nostro non saper godere appieno del sole e del vento, delle tante sciocchezze che ci offuscano il cuore e gli occhi. 
-Ormai penso che non imparerete mai.
-Hai ragione ma lasciami dire che, almeno ora, almeno per poco, capisco cosa vuoi tentare di insegnarci.
Il vento soffio' più forte e le parole tra loro, quelle dette ma pure quelle non dette, si sollevarono su quell'immensa morena, veleggiando per un po', simili alle piccole e coraggiose gru che dalle steppe degli Altai ogni anno, proprio qui, valicano l'invalicabile per svernare nelle fertili pianure dell'Indo.
Le parole poi si dispersero in frammenti, prese da vortici che fecero superare ad alcune le creste più alte, mentre altre caddero nella neve e nei torrenti che tutto frantumavano.
Anche i macigni più possenti divennero rocce, poi sassi, poi ghiaia, poi sabbia.
Il limo portato dall'acqua si mischio' ad altre sostanze vitali e le portò con sé a valle.
Da parole, sabbia e limo nacque poi nuova vita.










  
 

Una cena molto indigesta.


Avremmo preferito il buio completo.

Avremmo preferito quello, piuttosto che una luce offertaci in quel modo.  

Lo sappiamo, certo lo sappiamo, ogni luogo ogni gente ha la propria cultura e le proprie tradizioni.

Ma dopo tanta gioia pomeridiana,  mischiati insieme senza distinzioni di genere, la sera e la cena ci sono state molto indigeste, con quel brusco e durissimo ribadire i ruoli precostituiti.

La vita ed il mondo offrono questi contrasti.

Ma per noi

e per Lei

e per Loro

sarebbe davvero giusto e bellissimo non ci fossero più.



Ghotolti: gioia purissima








A Ghotolti abbiamo destinato il nostro aiuto per il 2026 e ci siamo arrivati a metà pomeriggio, curiosi di conoscere questo piccolo paese dell'Hindu Kush posto ai piedi dell'immenso ghiacciaio  Chiantar, paesello di cui ci aveva parlato incantato l'amico Tarcisio.
Proprio qui, lui ed amici hanno edificato il CCC, il Cristina Castagna Center, dedicato alla fortissima, appassionata e sfortunata scalatrice vicentina, morta dopo aver conquistato il Broad Peak.
È stato un pomeriggio magnifico.
Intorno a noi decine di bimbi felici di vederci, felici di camminare, giocare, cantare e ballare.
 Con noi e per noi.
Grazie Cristina di averceli fatti incontrare!

 

mercoledì 19 agosto 2026

Sgradito bis a Shandur Pass



La Vecchia Bastarda era nata per fare turismo veloce su levigati e sinuosi percorsi asfaltati; dal 2008 in poi un ingrato ma non per questo meno affascinante  destino l'ha poi ficcata in stradacce infami, dalla Patagonia, all'Iran all'Asia.

Era il 2017 e, in piena e desolata Mongolia occidentale, la V.B. decise di dire basta alle mille angherie.

Di colpo si ruppe la vite di fissaggio tra forcellone ed ammortizzatore posteriore.

Quest'anno il bis.

Ora come allora, la cosa viene risolta da un trasporto di fortuna ed un bravo fabbro.

Erano le 17.30 e fino a quell'ora ci aveva deliziato il meraviglioso panorama della strada (un unico e durissimo cantiere) da Gupis a Shandur Pass, con splendide vedute sull'Hindu Kush, torrenti e laghi cristallini, pascoli teneri e verdissimi.