Per strada vedi un mucchio di cose.
Guidi ma sei curioso di tutto, posti nuovi e gente nuova, c'è sempre un qualcosa che attira attenzione.
Se puoi, e non sempre puoi, ti fermi e fotografi, vincendo quella fatica che ti dice di evitarlo, di non fermarti, di non perdere tempo ed energie (chi guida, sa di cosa parlo) per toglierti i guanti, entrambi che altrimenti non riesci, magari mettere pure la moto sul cavalletto, recuperare il cellulare, inquadrare e scattare.
Capita anche di soccombere a quella pigrizia ma il più delle volte ti fermi e, se l'hai fatto, non te ne penti mai. Ogni scatto è un aspetto del viaggio che ora cerchiamo di farVi rivivere.
Foto 1. Tardo pomeriggio, stiamo entrando in Shimshall (PAK) dopo faticosa giornata di viaggio. Uno di noi è stato appiedato da circa mezz'ora, temiamo si sia bruciata la frizione, da circa 10 ore sotto pressione. Al tipo del trattore chiediamo se è disponibile a recuperare la moto, nel caso il guasto non sia più facilmente riparabile.
Foto 2. Lago Karakul (TJ), primo pomeriggio, altitudine di 3.960 mt. Nonostante un sole che picchia notevolmente, per i due è piacevole fermarsi a chiacchierare, scambiando reciproche impressioni di viaggio e, con tutta probabilità, preziose esperienze (qui è prassi lo scambio di info tra viaggiatori).
Foto 3. Sempre Lago Karakul (TJ). Mentre si fa benza, rigorosamente travasata da recipienti alla buona, fai due passi ed in una casupola abbandonata scopri un malinconico cimitero di Capre di Marco Polo; l'abbandono di tantissimi trofei rende ancora più triste ed inutile l'abbattimento di questi caratteristici animali.
Foto 4. Siamo in Cina, ai "domiciliari" nella città di Tashkurgan e dalla grande pentola sul marciapiedi si sprigiona uno stuzzicante profumino. Peccato aver fatto abbondante colazione da pochissimo.
Foto 5. Sempre Cina, poco prima della salita al Kunjerab Pass. Ci siamo fermati per un tea caldo ed alcuni rosticini (per nulla diversi da quelli di Campo Imperatore) ed il tipo in felpa griffata Mercedes ha voluto sapere tutto di noi, ha fotografato il suo bimbo sulle nostre moto e, entusiasta, educato e gentilissimo, poco dopo ritorna regalandoci snack e bottigliette. Ennesima conferma che tra le persone comuni, ovunque tu vada, trovi sempre calda accoglienza.
Foto 6. Shimshall (PAK), circa 4 ore dopo foto 1. I due ragazzi mentre noi, fatto anche un po' di riposo, siamo a fine cena, arrivano e ci dicono che la moto è nel piazzale della Guest House. Al buio con motoretta, torce e qualche utensile, sono tornati al Transalp ferma a lato sterrata ed hanno sistemato la frizione che, infatti, non avrà più problemi. Calorosi i ringraziamenti annaffiati da dud-chai. Grazie mille ragazzi!
Foto 7-8-11-13 Riteniamo che qui in Pakistan venga multato severamente un camion non decorato a profusione. Attendiamo di entrare in India per vedere la' come saranno i decori.
Foto 9-14-19 Scene di quotidiana vita cittadina nella regione del Gilgit Baltistan (PAK).
Foto 10-12. Foto ricordo con poliziotti in Ghizer Valley e Sost, rispettivamente zona centrale e settentrionale del Gilgit Baltistan (PAK).
Foto 15-16. Mentre da noi la divisa scolastica è bandita da decenni quale negativo simulacro del ventennio o, cmq, inaccettabile e conformistico strumento di omologazione, qui in Pakistan a scuola, primaria o superiore, si va in divisa. Per lui camicia e cravatta regimental, per lei romantico grembiule. Entrambi molto english style. Non sappiamo dire se è nostalgia del colonialismo britannico od intelligente conservazione di ciò che è utile e pratico; in ogni caso invidiamo il sano pragmatismo pakistano.
Foto 17. La persona anziana qui è trattata con rispetto e deferente attenzione. Mentre Luca sostituisce il cavo della frizione, Muhammad lo aiuta ma trova pure il tempo di fare due parole con l'anziano viandante che si è fermato a guardarci. Vieni presentato a lui che, felice, ti stringe le mani affettuosamente. Non capisci cosa ti dice con voce lieve ed un po' timida ma comprendi che è orgoglioso che noi si stia visitando le vallate che lui abita ed ama.
Foto 18. Che sia Pakistan oppure qualsiasi altra nazione, dall'Asia Centrale alla Mongolia, Marco Polo è sempre ricordato positivamente. Una statua, una piazza, un museo ma pure una pizzeria, un Hotel o, come in questa foto, un pullman extralusso a circa 150 km da Skardu. Marco era un commerciante, viaggiava per lavoro (e magari un po' anche per divertimento) e quindi il suo scopo era intessere rapporti commerciali duraturi, stipulare accordi di reciproca convenienza. Non aveva nuovi territori di cui impadronirsi o nemici da sconfiggere. Ci pare naturale quindi che sia benvoluto in ogni angolo: come si semina, si raccoglie.
Foto 20. In Pakistan le armi sono molto diffuse (non come in U.S.A. però) ed è frequente imbattersi in un poligono di tiro. In questo ci siamo fermati (si stava entrando nella Shigar Valley) per la curiosità di vedere quante ne avremmo potuto provare. Ci siamo astenuti ma ci è rimasto il dubbio se avremmo davvero potuto dare una botta anche con il lanciagranate lì esposto.
Foto 21. Di buon mattino ci muoviamo verso Shandur Pass; nei pressi di Phander (PAK), poco dopo un'ansa del fiume Ghizer, sostiamo per qualche foto. Qualche minuto e dal nulla compare tra noi, sbucato da un campo vicino. Ci vuole invitare per un tea a casa sua, sulla sponda opposta, e ci chiede ovviamente notizie del nostro viaggio. Le forniamo volentieri ma non possiamo accettare l'invito che la strada è molto lunga (la stessa sera, peraltro, la Vecchia Bastarda si romperà). Lui comprende ed annuisce ma è d'obbligo che qualche foto ricordo sia fissata nei rispettivi cellulari.
Foto 22. Negli innumerevoli cantieri stradali, qui siamo vicini a Gupis (PAK), è abbastanza frequente una sosta (per consentire ai mezzi di lavorare meglio, per una mina da far brillare, per un macigno da spostare etc). L'attesa può essere non breve ma la gente è sempre rilassata, chiacchiera, si accovaccia per guardare il fiume o cerca di meglio conoscere esotici ed impolverati motociclisti.