lunedì 28 luglio 2025

La frana ed il camaleonte.












Non ci fosse stata la prima non avremmo visto il secondo. 
Che poi non era l'animale che conosciamo ma una valle stretta, sinuosa e tutta color ruggine, dalle cime rosse e puntute come la cresta di un camaleonte.
Ma andiamo per ordine  e partiamo dalla frana.
Pare sia stata gigantesca e si è mangiata in un sol boccone la strada chirghiza tra Jalalabad e Toktogul.
Nella nostra prima tappa da Bishkek (siamo arrivati ieri) si sarebbe passati proprio da lì per poi arrivare ad Osh ed al confine tagiko.
Tanta strada per niente! 
Ci dicono di tornare a Bishkek e passare dall'Uzbekistan.
Restiamo un po' mogi ma dei camionisti ci dicono...passate da Aral e prendete una valle impervia e sterrata...sono 90 chilometri, ci metterete più di due ore e da lì in altre 6 ore siete ad Osh, evitando la frontiera uzbeka. 
Ed ecco allora che trascorriamo il nostro pomeriggio circondati dalle mille tonalità di rosso e curcuma di questa valle; sono certamente terre rare perché tra le varie sfumature delle rocce e del pietrisco, ci sono pure lampi irreali di blu, di verde, giallo o di uno strano grigio opalescente.
Pure la strada è rossa, con una polvere di ugual colore (manco fossimo al Roland Garros), fine come talco che si ingessa su tuta e guanti sudaticci. 
In mezzo, fragoroso e spumeggiante, un fiume riversa a valle la neve appena liquefatta e color indaco delle Kirghiz Chrebet, le altissime cime che ci guardano corrucciate.
Di li a poco infatti un violento temporale ci accompagna fino a sera alle porte di Toktogul.
Domani si arriva ad Osh e poi al confine di Sary Tash.
  
 

Nessun commento:

Posta un commento