Matteo aveva deciso di nascere in quella bella mattina di fine febbraio e non ci fu verso.
Lui arrivò proprio quel lunedì mattina e colse di sorpresa tutti noi babbei ed illusi; graniticamente convinti, soprattutto io, che il termine, fissato almeno 35 giorni dopo, fosse un precetto per tutti, lui per primo. Ed invece la vita gira come gli pare.
Alla fine però, per noi due genitori quella fu una esperienza bellissima, lontani da casa e finiti per caso in Neonatologia al S. Chiara di Trento.
Il nostro scricciolo era prematuro e, tra la tante cose belle del Reparto del Prof. Pedrotti, scoprimmo che c'era pure la Banca del Latte ove le mamme che ne avevano di più lo davano a quelle senza. Matteo crebbe anche così, grazie alla generosità di altre sconosciute balie.
Quella della balia è figura nota da millenni. Per un piccolo compenso, per amicizia, per vicinanza, per amore; da sempre alcune allattano figli di altre.
Non bastasse quello degli uomini, frequenti e dolcissimi esempi di balie ci sono pure nel mondo c.d. animale; chi non si è commosso per una gatta che allatta un cagnolino od una leonessa che cresce un coyote?
A tutte queste belle storie si contrappone poi quella, ignobile, del cuculo; è spiacevole già darne cenno, basti pensare che fa covare ad altri le proprie uova e poi, appena nato, getta a terra le uova dei fratellastri di nido.
Balie e Cuculi; contrasti estremi, sintesi perfetta di come si può essere generosi oppure egoisti.
Tutto questo pistolotto ha attinenza con il nostro viaggio; pure noi abbiamo infatti una Balia ed un Cuculo.
Si da il caso che delle nostre quattro, due moto siano uguali e tra le specie delle più famose, quella della leggendaria Africa Twin.
Con quel modello Honda vinse varie volte la Parigi/Dakar e conquistò i mercati, non senza però rendersi nota pure per un impianto elettrico a dir poco ballerino.
Capita così che anche in una delle nostre A.T. si segnali un guasto all'alternatore.
Senza quello, la batteria non si carica e poi si spegne, bloccando così la moto; già lontani da Bishkek ed ahimè privi del vitale ricambio.
Siamo fottuti? Macché, le conoscenze meccaniche di due del gruppo (io e Renato siamo lusingati nel vedere che pensate subito a noi), risolvono in un attimo l'empasse.
Sulla moto a posto viene montata la batteria, ormai scarica, dell'altra. Man mano che si fa strada, l'alternatore sano ricarica la batteria esangue, che torna così a nuova e pimpante vitalità.
Nel frattempo la A.T. con alternatore rotto succhia energia alla batteria sana ma non la ricarica; in 4 o 5 ore di viaggio la poveretta alza bandiera bianca.
Qui però intervengono i nostri Demiurghi (sono in realtà Omar e Luca, la Vs fiducia sui due sopraindicati era malriposta) che, cambiando per tempo batterie alle due A.T., prolungano il ciclo vitale di entrambi i preziosi accumulatori.
La prima moto non è una Balia? E l'altra non assomiglia al Cuculo?
Il nostro viaggio può così continuare ma, badate, solo grazie ad un intervento esterno che pone un limite all'azione del Cuculo, lo ferma prima dell'irreparabile.
Di Balie, riconosciamolo, il mondo è felicemente pieno; la generosità abbonda ad ogni latitudine, la si trova quotidianamente in tutti i popoli.
Sono però i Cuculi che trovano pochi limiti e nessun Demiurgo.
E non parlo solo dei Cuculi più importanti; certo sarebbe bello che in USA, Russia o Cina qualcuno tirasse un po' le orecchie a quei tre prepotenti e ad altri loro simili in giro per il modo.
Forse però ognuno di noi dovrebbe incominciare almeno tenendo a bada il Cuculo che è in lui.
P.S. Era ormai notte che si è arrivati ad Osh; domani entreremo in Tajkistan.

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