sabato 27 aprile 2019

Aspettavamo le nostre gomme e con il meccanico si era d'accordo d'essere lì alle 9 precise. Noi ci siamo, il meccanico pure, le gomme invece no. Il titolare ci tranquillizza e dice, vedrete che arriva, lo conosco, mi ha promesso e lo conosco bene... me  le porterà. Noi già la sera prima qualche dubbio invece l'avevamo, visto che il gentilissimo meccanico Honda aveva controllato a p.c. e ci aveva detto che non c'erano. Lui e loro (gli splendidi pneumatici coreani marca Shinco, una sciccheria qui in loco) arrivano proprio poco dopo. Loro neri, lucenti ed incartati, lui bello vissuto, sigarettina sempre in bocca, anche quando guida il suo scooter (caro Giorgio hai un emulo coreano) ed un paio di pantaloni incredibili, una via di mezzo tra una carta da parati ed un nuovo rivestimento da divano. Non dice una parola, fuma almeno 5 sigarette mentre se ne sta silenzioso lì tra noi e poi, un breve cenno al meccanico e riparte. Destinazione? Melbourne, Nuova Delhi... non si sa ma tutto gli è possibile.

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Ebbene, ormai sapete che non pensiamo solo alle moto, alla manutenzione ecc... Ma vi sorprenderà scoprire che è proprio cosi! Ve ne diamo prova. Tra una officina meccanica ed un gommista, tra uno smontaggio ed un rimontaggio, abbiamo cercato anche di conoscere Busan ed intrapreso il viaggio verso nord in direzione Donghae. Busan Tower, i vecchi quartieri, il campus universitario e così via, fino al Parco della Democrazia ed il tempio di Haedond Yunggong. Purtroppo la recente e bellicosa storia della nazione ed il successivo crescente sviluppo edilizio non ha lasciato molto spazio a reperti e tracce storiche. A noi tutto sembra relativamente troppo nuovo. Certo è che la cortesia e l'ospitalità della gente ha fatto si che tutto fosse più piacevole. Come potete vedere dalle foto, alla fine, abbiamo pure rischiato di eccedere in romanticismo.
A nostro parere, nei campi che vediamo  lungo il nostro percorso, si coltiva solo aglio. Secondo noi un coreano ne mangia almeno un quintale all'anno. Che si tratti di piatti serviti nelle locande oppure di cibi preconfezionati, da mangiare previa aggiunta di acqua calda, il risultato è sempre l'impossibilità di trovare una vivanda senza aglio. O, almeno, con poco aglio.


Cosa credete? Non penserete che l'Hanami sia solo in Giappone... oppure che i templi buddisti siano solo lì... Tutto ciò lo si trova pure in Corea del Sud dove siamo oggi. Primo giorno di viaggio e, botta di cu.... troviamo sole splendido. Usciti da Busan dopo 40 km troviamo il tempio di Haedong Yunggong. Dopo 450 km tutti sulla costa e verso nord  arriviamo a Donghae. Qui domattina prenderemo info sul ferry russo che da Vladivostok va in Giappone.




giovedì 25 aprile 2019

Siamo un trio ben assortito e certamente eterogeneo. Metti ad esempio le competenze concrete nella Manutenzione della Moto (debitamente in maiuscola perché è un'arte e, non a caso, Pirsing le dedicò un libro assimilandola alla disciplina Zen). C'è chi è incapace ed è pure ignorante come un bue, nutrendo incertezze pure sul lato corretto ove impugnare un cacciavite. C'è invece chi, con lo stesso cacciavite, ovviamente correttamente impugnato, ha smontato interamente un KLE. Misteri del destino che ora premia ed ora nega...




E non è finita qui! Gironzoliamo per la città (bella, moderna e con infrastrutture incredibili) e non vogliamo perdere l'attraversamento dell'Harbor Busan Bridge, nuovissimo ponte che collega i due estremi della baia. Al casello di pedaggio sono titubanti e dopo qualche riflessione la casellante ci fa passare senza pagare. Evvaii! Facciamo 50 metri e ci fermiamo:  immaginiamo sia vietato ma una foto sola dai... Mentre scattiamo (le foto sono pessime, cliccate su internet e troverete foto che fanno onore al ponte), ci arrivano alle spalle due poliziotti. Abbastanza trafelati e pure molto, come dire, emozionati. Immediatamente uno ci fotografa e l'altro ci dice perentorio di esibire le patenti internazionali. Noi eseguiamo ed il pula fotografo le immortala mentre il pula che dà gli ordini ci dice che: sul ponte NON si può sostare, sul ponte le moto NON possono circolare! Il sangue inizia a gelicchiare nelle nostre vene e farfugliamo che veniamo dall'Italia e che...Il pula che dà ordini ci interrompe di botto, ci dice di attraversare alla svelta il ponte e di non percorrerlo mai più. Poi, ancora sudato per la corsa che gli abbiamo fatto fare, a lui che è un po' cicciottello ma pure un po' timido, lui il pula che dà ordini tira fuori di tasca una merendina (lo vedi perché sei cicciottello?) e ce la dà, dicendo di accettarla e che non aveva altro da offrirci. Noi la riceviamo sbalorditi e poco dopo, terminato il pranzo, la dividiamo in 3 bocconcini. Dolci. Come dolcissima e sorprendente è stata oggi per noi la Corea.
Il resto della giornata è però stato un primo piacevole incontro con la gente di questo posto. Andiamo nella concessionaria Honda a far eseguire qualche lavoro ed il responsabile della  officina ci accoglie subito, mollando senza una parola quello che stava facendo. Lavora quasi due ore sulle nostre moto e ci fornisce pure due lampadine. Il conto è il seguente: manodopera zero, materiale zero. Insistiamo ma nulla da fare. Lui ci dice che è contento così. Per ricordo facciamo una foto insieme a lui. Siamo senza parole!