sabato 12 agosto 2023

Kazbegi

Scendiamo malvolentieri da Shatili, quasi con la sensazione che non sia giusto lasciare subito un posto così bello. Dormire lì, in quelle vallate così verdi e con quelle due simpatiche bandiere a farci compagnia, sarebbe stata la cosa giusta. L'abbiamo capito a nostre spese solo dopo però. L'indomani mattina, ad ogni modo, siamo certi di non sbagliare, che a Kazbegi già ci siamo andati lo scorso anno. Quest'anno si torna per far vedere a Renato la bellezze del monastero di Gergeti (detto anche Tsminda Sameba), appollaiato ad oltre 2100 mt. su di un'altura, avanti al maestoso scenario del monte Kazbek e dei suoi 5047 metri. 






 

venerdì 11 agosto 2023

Simboli di lotta e contraddizioni georgiane.




Considerate le 3 auto di locali incontrate, non avremmo mai pensato che tra le malandato case di Shatili vi fossero ben due guest house. In quella posta più in alto ci accomodiamo per una birra e lì, di fronte al confine con la russa Cecenia garriscono con buona dose di coraggiosa sfacciataggine due bandiere, una è georgiana e l'altra, guarda un po', è quella blu dell'Unione Europea. Quella UE che solo due anni fa si è espressa negativamente sulla procedura di ammissione della Georgia, certo valutando la carenza di parametri economici e la mancata tutela di vari diritti civili. Ma quella stessa UE non tenne conto della aperta opposizione dei georgiani al prepotente processo di russificazione attuato da Mosca (in modo uguale  a quanto fatto dal 2014  nell'ucraina Crimea) nelle georgiane Abcazia e Svanezia. Non siamo fini osservatori politici ma già lo scorso anno i nostri  tre giorni  in Georgia, furono densi di muri con le scritte "Ruski go home" nonché di bottiglie di vino con etichetta "Russia is an occupant". Oggi, in aggiunta, notiamo di avere nel bar un cartello che inneggia alla cultura e non alla violenza; condividiamo lo slogan e, nel contempo, sorseggiamo una bella birra cimentandoci in una insolita quanto piacevole partita a freccette. Qui il giovane gestore ci offre WiFi dalla connessione 'Putinhuilo" cioè P. vaffanculo e con password "Abcazia is Georgia".  In altri bar in Alta Svanezia abbiamo visto camerieri che, con la divisa del locale in tshirt blu di efficace design, proclamavano ai molti imbarazzati avventori russi, "... il 20% della mia nazione è occupato dai russi". Tutto ciò ci rende ancor più simpatici i georgiani e qui più che a casa, comprendiamo ed apprezziamo meglio il messaggio di libertà di cui la UE è degna  portatrice, al netto della soffocante e psicotica euro burocrazia. Non dimentichiamo però che i georgiani sono riusciti, la coerenza non è di questo mondo, a dare la maggioranza parlamentare a Sogno Georgiano, il partito del Berlusconi locale che strizza l'occhio a Putin. Mah... 




 

Si sale.

Dal fondo valle iniziamo a salire lungo la sterrata, ripida ma non come ieri. I motori girano regolari, l'aria è frizzante e limpida; quasi nessuno è per la strada. Già ieri sera avevamo notato che la valle era poco abitata e, infatti al risveglio la nostra guest house pareva proprio quella di Heidi, adagiata da sola su di un verde declivo ed affacciata avanti ad un bel gruppo di montagne rocciose, dalle cime imbiancate. Tutto ciò ha reso ancora migliore la colazione nello scenografico padiglione di  legno. Saliamo tranquilli, con la buona sensazione che ciò che dipende da noi è sotto controllo: moto a posto, benza e colazione ok, scorta d'acqua nella borsa, mezza mattina ed il pomeriggio a disposizione per questa variante. I panorami sono quasi simili a ieri e la minor tensione nella guida te li fa gustare ancora di più. La valle poi si stringe e lì, con corretto posizionamento strategico, troviamo una koshkebi, cioè la severa  torre  di avvistamento in pietra, con la quale i valligiani tutelavano la loro sicurezza ed indipendenza. Poi una piccola manciata di casupole del borgo di Kistani ed infine, finalmente, si presenta a noi il medioevale abitato-fortezza di Shatili; un rivo gonfio di spuma scintillante ne accarezza con morbida ansa lo sperone di roccia su cui sorge.  Le case si mimetizzano con la roccia, costruite con le sue stesse scaglie; sono una abbarbicata all'altra, per rendere più efficace la difesa da nemici. Pareva già tutto perfetto ed invece c'era ancora qualcosa di piacevole...