DUSTY ROADS Bislacca idea un giro del mondo in moto con ritorno quandochissà! Un viaggio sbocconcellato a morsi strappati al tran tran di ogni anno Con moto vecchiotte; viandanti in cerca di condivisione ed accoglienza Pamir, Mongolia, Mar di Bering il Fuji ed ora Ararat. Tappe annuali dove fermare le moto. Mondi dove portare un piccolo aiuto a bambini in difficoltà. Un ringraziamento ai popoli che ci ospitano. Una traccia che si aggiunga a quelle delle moto. Lungo le strade e nei nostri cuori.
venerdì 26 maggio 2023
giovedì 6 ottobre 2022
Epilogo.
Stanchezza, malinconia, voglia di rivedere i tuoi cari, dispiacere per la fine di queste due splendide settimane da nomadi.
Il taxi ci porta spedito in aeroporto e noi, lì dentro, stretti tra i borsoni ripieni di tute, caschi e chissacazzocosa, ci abbandoniamo a tutti questi pensieri.
Casa dista più di 6mila km ma, tutto sommato, ci si è arrivati in scioltezza e, se ci pensi, con altre due settimane saresti in Cina.
Ma il nostro prossimo anno prevede altro; vogliamo tornare in Iran, dopo i due bellissimi viaggi del 2010 e 2014.
Il programma l'abbiamo di massima già fatto negli ultimi giorni quando, ridotto a pochi step il nostro 2022, abbiamo cercato di compensare il fine corsa, caricando di tappe il 2023: una settimana gironzolando in Armenia e poi giù verso sud, nel tribolato imbuto che ci porta alla frontiera iraniana, per arrivare in poco tempo a Tabriz, al suo bazar sotterraneo ed agli eleganti quartieri.
Ma ora il sangue ricopre, urlante, quelle strade che già anni fa vedevano sfinimento, rabbia, voglia di cambiare, di essere semplicemente se stessi.
mercoledì 28 settembre 2022
martedì 27 settembre 2022
Ultimo giorno
L'ultimo giorno è sempre una rincorsa.
Alle mille cose che ancora restano da organizzare e che, ne sei sicuro, non si combineranno mai.
Alle sensazioni ed emozioni che hai incamerato in queste due settimane sempre protesi in avanti, che di strade e di posti ne restavano ancora troppi.
Ti guardi dentro e ti chiedi se era questo che volevi e che vorresti ancora.
Ci si sveglia abbastanza presto, che non si può non andare a Khor Virap, a vedere di nuovo e da vicino l'Ararat.
Questa volta dal versante armeno e mentre lo guardi, offuscato dal notevole smog che avvolge il tutto, sai che ci hai messo cinque giorni per aggirarlo, tra Turchia, Georgia ed Armenia.
Da questo versante il profilo è più aguzzo; resta invece immutato il suo fascinoso e misterioso ergersi dal nulla, svettando poi solitario ed imponente.
Il monastero sottostante è l'ennesimo magico luogo che possiamo assaporare, sintesi quasi perfetta della regione che abbiamo attraversato: quella caucasica, complicato miscuglio di religioni, lingue e popolazioni. Un crocevia che ha visto e vede anche oggi grandi scontri (ce lo ricorda la vicina tomba di un soldato armeno caduto da poco) ma pure inaspettate e feconde contaminazioni.
E poi via, di corsa per l'ultima meta di oggi e dell'intero viaggio: il tempio greco-romano di Garni.
Come a Cnosso, la filosofia ricostruttiva del sito lascia un po' perplessi; così perfettamente a posto pare più una farlocca attrazione di Gardaland che la concreta testimonianza della tenacia e del coraggio nello spingersi così ad oriente.
Perché sino a qui sono giunte la cultura e la potenza ellenica, seguite subito dopo, in splendida fusione, da quelle dell'impero romano.
Fino a qui.
Senza mezzi motorizzati o, perlomeno, comode vie d'acqua.
Ti pare quasi impossibile.
lunedì 26 settembre 2022
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