martedì 13 settembre 2022

Un lunedì quasi infernale

È vero che il cielo mattutino a Silivri non prometteva nulla di buono ma non pensavamo certo di prendere così tanta pioggia. Per almeno  700 km siamo stati spazzati da nubifragi che lungo i saliscendi degli altipiani anatolici incontravamo uno via l'altro.
Uno peggio dell'altro!
A detta di tutti, mai fatto un giorno in moto più fradicio di oggi.
Ciliegina sulla torta, un detrito sulla carreggiata che lacera stivale e calza ma che, fortunatamente,  lascia solo una gran botta al piede del malcapitato.
Pure il  meteo, alla fine, ha poi capito d'averla fatta grossa e per farsi perdonare ci ha regalato un bel tramonto di sole da poco prima di Ankara sino a Keskin, piccola località dove arriviamo con il buio. Dormiremo qui, domani si trotta verso Goreme. La Cappadoccia ci attende. 

lunedì 12 settembre 2022

Un salto e...oppla' ciao Europa ora siamo in Asia.

In Turchia ci siamo arrivati domenica sera dormendo a Silivri. Più 2mila chilometri in 2 giorni restano sempre una bella fatica (peraltro con varie frontiere e con moto ultratrentenni) ma il  premio è arrivato questa mattina, lunedì. 
L'abbiamo già scritto ma sono sempre tanti che lo chiedono e tra questi, a volte, ci sei pure tu a porre, anzi a porti, la fatidica domanda...ma chi te lo fa fare? Perché fare una fatica così? 
Già...perché? 
Perché altrimenti non potresti gustarti così a fondo, con l'animo quasi turbato, il premio del passaggio sul ponte attraverso il Bosforo. 
Sei quasi nei suoi pressi e poi, all'improvviso, vedi le enormi campate su cui si sorregge. È enorme e bellissimo ma ciò che ti emoziona davvero è che sei in Europa e, pochi giri di ruota dopo, i pneumatici della tua moto scorrono sopra l'Asia. Sotto di te scorre un acqua solcata per millenni e nei sensi opposti da mercanti e mercenari, da crociati e saraceni, da religiosi ed avventurieri. Corridoio dell'umanità. Vederlo arrivando in aereo vale meno della millesima parte. Non avresti visto, man mano che vai verso sud est, cambiare gradatamente la forma del pane od il gusto del caffè, non  ti saresti stupito per gli addobbi che, più prosegui nel viaggio e più adornano le sagome dei camion. Non avresti visto gli snelli minareti affiancarsi ai campanili, per poi sostituirli del tutto.

Belgrado

La Sava ed il Danubio, quasi due mani che cingono e cullano la città, ti accolgono quando arrivi a Belgrado. La gente ti grida allegra...ehi Italia...mentre parcheggi la moto. Tu contraccambi un po' imbarazzato. Sia  tu che lui sapete che non sono passati molti anni da quando l'alleanza militare del tuo paese ha bombardato la sua capitale.  

I Balcani

Tra sabato e domenica abbiamo attraversato da nord a sud la vecchia Jugoslavia, dalle cui lacerazioni sono nate più nazioni. Sono passati poco più di 30 anni, ci sono state guerre, atrocità, veri e propri genocidi ed ora le ferite materiali sono perlopiù a posto; le case sventrate dai mortai sono quasi scomparse. Poi però, lungo l'autostrada, vedi indicate destinazioni il cui nome ti raggela ancora il cuore. Vukovar, Pristina, Sebrenica, Bihac, Serajevo e tante altre. Speriamo arrivi un tempo per  sanare le ferite negli animi, per riconciliare i popoli ma per quello ci vorranno generazioni.
Ed ancor oggi i Balcani incarnano sempre la connessione tra Occidente ed Oriente, punto fecondo di scambio e di fusione ma pure luogo di contrapposizioni e scontro. Vera faglia geopolitica, in equilibrio per anni ma sempre pronti ad esplodere in nuovi terremoti. 

Silivri (Turchia) sul Mar di Marmara


 

Hendek: lo studio del tragitto...


 

Frontiera bulgaro - turca: la prima moschea incontrata...