Ci arrivi verso sera.
Il cielo è ormai corrucciato da un po' ed ora, dai neri nuvoloni, scendono aghi fitti e pungenti; fa freddo ma sai che manca poco e non hai voglia di fermarti per il lento rito della vestizione.
Mentre la strada scende verso la pianura di Sary Tssh sai già cosa ti aspetta ma nonostante ciò rimani incantato.
Non puoi non esserlo.
Non puoi non essere commosso dall'anfiteatro in cui stai entrando.
Nel basso la verde pianura, scintillante di giovani erbe, le casupole bianche di Sary Tash e poi, sopra queste, la massa grigia delle vette minori, chiude la scene la candida corona imbiancata dei pilastri da 7/8mila metri.
Il Pamir è davanti a noi.












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