La Chaikhana è, propriamente, la sala da tea, il luogo più frequentato dell'Asia Centrale dove puoi appunto bere una tazza di "chai" ma pure mangiare quello che vuoi e, magari, schiacciare un pisolino.
DUSTY ROADS Bislacca idea un giro del mondo in moto con ritorno quandochissà! Un viaggio sbocconcellato a morsi strappati al tran tran di ogni anno Con moto vecchiotte; viandanti in cerca di condivisione ed accoglienza Pamir, Mongolia, Mar di Bering il Fuji ed ora Ararat. Tappe annuali dove fermare le moto. Mondi dove portare un piccolo aiuto a bambini in difficoltà. Un ringraziamento ai popoli che ci ospitano. Una traccia che si aggiunga a quelle delle moto. Lungo le strade e nei nostri cuori.
mercoledì 6 agosto 2025
La fiducia (parte due). L'importanza della chaikhana.
La Chaikhana è, propriamente, la sala da tea, il luogo più frequentato dell'Asia Centrale dove puoi appunto bere una tazza di "chai" ma pure mangiare quello che vuoi e, magari, schiacciare un pisolino.
La fiducia (parte uno).
Con lui, Saidmamad, non ci siamo mai incontrati, il nostro contatto è stato solo su internet, con mail e messaggi whatsapp scambiati da metà giugno.
Lui è tagiko ed il sito della Sua agenzia 'Discover The Pamirs" ci diede un'ottima impressione.
Avevamo bisogno dei visti GBAO, della Regione autonoma del Gorno- Badachsan (è curioso ma è così, il Tajkistan non prevede più visti per ingressi a scopo turistico. Questi visti li esige ancora il GBAO).
Ci preventivo' l'onesto costo di 30 euro cadauno (lo scorso anno ne pagammo 100 cad.) e gli inviammo subito i docc nostri e delle moto; il problema fu come versargli almeno un acconto.
Ci scrisse che non aveva ancora un conto per ricevere bonifici dall'estero e ci saremmo organizzati a visti fatti; in pratica anticipo' lui le relative spese.
Ricevuti i visti, rimase però irrisolto il modo per pagargli i 120 euro del compenso dovuto e, non ricordo più chi lo propose, alla fine si concerto' che li avremmo versati solo una volta arrivati in Pamir; non a lui però, che era nella capitale Dushanbe, ma a Suoi conoscenti in Khorog, cittadina da dove avremmo iniziato il nostro giro di ritorno.
Lui ebbe quindi grandissima fiducia in noi.
Quella domenica mattina, svegli all'alba e già stanchi morti si dovette decidere se, nonostante tutto, passare ugualmente da Khorog. Nulla era andato per il verso giusto il giorno prima; la Vecchia Bastarda si era ritrovata per strada con il telaio spezzato e l'eccellente e rapida saldatura poi rimediata, ci aveva cmq fatto perdere, tra una cosa e l'altra, una mezza giornata preziosissima.
Eravamo diretti alla Wakhan Valley lungo il confine afgano, passare da Khorog comportava una perdita di almeno 4 ore; tempo che per noi iniziava a scarseggiare.
Non passare da Khorog comportava però rimangiarci l'impegno preso con Saidmamad. È chiaro che gli avremmo versato i soldi una volta rientrati in Italia ma, nel frattempo, su di noi avrebbe pesato un grande e spiacevole punto di domanda.
Rispettammo quindi l'impegno ed alle ore 11 consegnammo i soldi nelle mani di Fazila e Baka, coniugi gestori della graziosissima Tat Mirzo Guesthouse.
Non ci fu verso di rifiutare il tea con torta e biscotti, servitoci sotto un fresco frutteto dalla gentilissima sig.ra Fazila.
Alle 12 si saluta e si parte ma dopo 10 minuti, incredibile, si bloccano contemporaneamente per strada sia la Vecchia Bastarda che un'Africa Twin.
Che fare? Di domenica peraltro.
A Khorog conosciamo solo i coniugi Baka.
Torniamo quindi, mogi mogi, alla Tat Mirzo Guesthouse.
martedì 5 agosto 2025
Alle porte del Celeste Impero. L'economia mondiale vista dai 4.300 mt. del Kulma Pass.
Già nel 2012 ci era piaciuto arrivare a ridosso del mitico Passo Torugart, famosissimo posto di frontiera per l'ingresso in Cina.
Quest'anno abbiamo invece dedicato un giorno per arrivare al piccolo e semisconosciuto Passo Kulma, unico posto di frontiera tra Tajkistan e Cina, aperto nel 2014.
Da qui è ammesso pure il passaggio di turisti occidentali; da qui dovremmo passare il prossimo anno per accedere alla Karakorum Highway, diretti in Pakistan e poi India (conflitti di frontiera permettendo).
Da Murgab prendiamo quindi una valle laterale che si rivela completamente desertica; la sabbia, finissima e di tonalità molto chiara quasi bianca, è dappertutto e rende non facile il percorso, con devastanti tratti di toule ondule.
Essendo una vastissima steppa priva di ostacoli naturali, non c'è una sola pista ma innumerevoli e, come per l'orto del vicino, pensi sempre che quella che hai scelto sia meno agevole di quella a fianco.
Il vento è forte e solleva dense nubi e mulinelli di sabbia; in poco tempo siamo tutti imbiancati.
Guardatelo su Google Earth e vedrete come il Kulma Pass sia davvero secondario, posto su una direttrice, quella della Pamir Highway, quasi inaccessibile per il clima estremo e le sterrate impercorribili.
Eppure da questo passo abbiamo personalmente visto, in entrambi i sensi, decine di camion, in gran parte bisarche stracolme di automobili nuove di zecca.
Di produzione cinese.
Le bisarche che venivano dalla Cina erano quindi super cariche, mentre quelle che vi tornavano erano vuote.
Questi possenti giganti marciavano a 5/10 kmh tra le piste di sabbia, sollevandone a colonne; uno spettacolo di enorme fatica, destinata perlopiù a servire il piccolo mercato auto tagiko (per le varie repubbliche "Stan" la Cina usa la ormai pronte autostrade a 4 corsie in Uzbekistan).
Quando nel 2010 iniziammo a conoscere l'Asia Centrale il mercato auto era molto semplice: il consumatore di lì voleva un'auto europea usata.
Ora non è più così e l'impressione, vista da questo secondario passo montuoso, è quella di una ben organizzata "aggressione" da parte dei cinesi e di un gigantesco granchio preso dall'industria europea.
La nostra "gita" ha poi un epilogo spiacevole, fermi nella sabbia un paio d'ore per cambiare la pompa della benzina di un'Africa Twin.
Quello stesso pomeriggio, ma lo scopriremo solo il giorno dopo, è pure pronta la trappola per la Vecchia Bastarda.
domenica 3 agosto 2025
Altre 3 tappe in Pamir.
Scusate il ritardo ma per 3 giorni in alta quota non abbiamo trovato internet.
Sono state tre tappe tostissime con comune denominatore sterrati infernali, vari problemi alle moto e paesaggi meravigliosi.
Dal lago Karakul a Murgab, poi verso il confine cinese del Kulma Pass e infine Khorog che, per noie alle moto, abbiamo raggiunto solo in 2 giorni anziché nell'unica giornata che si pensava di impiegare.
La media non supera mai i 20 kmh.
Lungo le strade sempre il magnifico anfiteatro che già vi dicevamo; l'attrice incontrastata è la Natura ma ci è pure piaciuto visitare i resti di un millenario caravanserraglio, nei pressi di Muzkol.
Il sito evidenzia una struttura solida e severa, adatta a condizioni così estreme. Tuttavia noti anche particolari dettati dal piacere estetico come i bellissimi archi degli ingressi principali od i decori che intarsiano qualche stanza.
Il vento sibila tra queste antiche mura che ci raccontano, e ci pare di vederli, di carovane di cammelli battriani, di mercanti e mercenari, di dervisci ed odalische.
Tutt'intorno, lande desolate e silenzio.
venerdì 1 agosto 2025
Le prime due tappe in Pamir.
Non è facile trasmettervi le emozioni avute in questi due giorni, all'ingresso in uno dei massicci montuosi più grandi ed affascinanti del mondo. Ci è parso, senza voler essere blasfemi, di entrare in un immenso tempio.
Già da Osh la strada che conduce a Sary Tash inizia ad inerpicarsi, snodandosi tra strette valli di alte e cupe rocce. L'estensione dei bacini che oggi sono solo sabbiosi, lascia capire l'enorme portata dei fiumi nel disgelo primaverile.
Poi, improvvisamente, esci da una valle e dal colore azzurrino che, trascolorando tremulo, unifica in un unico tono tutte le mille già imponenti cime avanti a noi, ecco che spicca lo stacco, bianco e scintillante, delle "vere" vette del Pamir, tutte intorno ai 7000 metri.
Sull'azzurro limpido del cielo questo immane biancore è reso ancora più netto dallo sfavillio dei ghiacciai che si sciolgono sotto il solo estivo.
Spesso riesci a vedere, come in una quinta teatrale, la carrareccia che sale tra questi poderosi rilievi, tenendosi sul lato sinistro di un grandissimo canale di scolo glaciale.
E tu sali, non smetti mai di salire, scollinando passi intorno ai 4.700 metri e scendendo in valli di circa 800 metri inferiori.
Nelle valli che attraversi e nelle laterali che vedi a fianco, la tundra glaciale desertica è rotta dai pamiri, fertilissime aree contrassegnate dallo splendido verde della giovane erba cresciuta vigorosa al disgelo.
In questi verdeggianti altipiani montani Marco Polo vide i pochi e tenaci pastori nomadi che, allora come oggi, popolano questo territorio desertico di lunare solitudine.
Nelle loro yurte è bello fermarsi per bere una tazza di tea, gustando con il pane una crema di latte di yak, simile ad un gustoso mascarpone.
Poi, dopo la frontiera tagika ed un guado un po' impegnativo, la strada sale dritta dritta per almeno 10 km, quasi segnando una cresta sulla scura gobba della montagna avanti a te.
Cosa ci sarà dietro?
Arrivi e rimani a bocca aperta.
25 milioni di anni fa un meteorite impatto' con la Terra e formo' il cratere che si stende a perdita d'occhio avanti a noi; questo cratere ha creato il bacino del lago Karakul, meravigliosa e vivida chiazza di color azzurro e turchese.
Fan corona al lago, poco più esteso di quello di Garda, le cime imbiancate che avevamo già visto dal basso ma che trovano ora la più perfetta collocazione scenica.
Un lago cristallino a 4000 metri, sopra di queste le cime del Pamir, del Tetto del Mondo, ancor più sopra cielo azzurro e bianchi cumuli.
Le nostre fatiche di viaggio trovano qui il compenso più alto che mai potessimo sperare.
giovedì 31 luglio 2025
La strana coppia
La foto che vedete evidenzia in modo plastico e perfetto il ruolo di questi due nei non rari momenti di crisi tecnica a questa o quella moto.
Sul grigliato in legno sulla destra, sì vedono la testa e le gambe del primo, sdraiato a riposare; il secondo è quello che scatta la foto.
Uno sonnecchia e l'altro si trastulla con il cell; è evidente che sono entrambi nullafacenti ma in quel momento, e ciò dalla foto non emerge ma ve lo garantiamo, una moto aveva avuto un problemone, tale da poterle subito impedire il viaggio appena iniziato.
Gli altri due lo sanno già che gli impegni toccheranno solo a loro e, quindi, non ci rimproverano, anzi il tacito invito è....mettetevi li e non fate danni. Nella foto li vedete sullo sfondo, inginocchiati al lavoro sulle moto.
In realtà anche Renato ci sa fare e da poco si è smontato una moto da solo ma è oggettivo che, quando capita nei nostri viaggi un problema tecnico, lui faccia coppia fissa con me; forse gli dispiace vedermi da solo nel cazzeggiare.
La cosa, incredibilmente, funziona bene da anni ed i due zuzzurrelloni sono ad ogni modo ben accetti nel quartetto. Il loro lato "leggero" è forse un componente dell'amalgama.
martedì 29 luglio 2025
L'eterna storia della balia e del cuculo.
Matteo aveva deciso di nascere in quella bella mattina di fine febbraio e non ci fu verso.
Lui arrivò proprio quel lunedì mattina e colse di sorpresa tutti noi babbei ed illusi; graniticamente convinti, soprattutto io, che il termine, fissato almeno 35 giorni dopo, fosse un precetto per tutti, lui per primo. Ed invece la vita gira come gli pare.
Alla fine però, per noi due genitori quella fu una esperienza bellissima, lontani da casa e finiti per caso in Neonatologia al S. Chiara di Trento.
Il nostro scricciolo era prematuro e, tra la tante cose belle del Reparto del Prof. Pedrotti, scoprimmo che c'era pure la Banca del Latte ove le mamme che ne avevano di più lo davano a quelle senza. Matteo crebbe anche così, grazie alla generosità di altre sconosciute balie.
Quella della balia è figura nota da millenni. Per un piccolo compenso, per amicizia, per vicinanza, per amore; da sempre alcune allattano figli di altre.
Non bastasse quello degli uomini, frequenti e dolcissimi esempi di balie ci sono pure nel mondo c.d. animale; chi non si è commosso per una gatta che allatta un cagnolino od una leonessa che cresce un coyote?
A tutte queste belle storie si contrappone poi quella, ignobile, del cuculo; è spiacevole già darne cenno, basti pensare che fa covare ad altri le proprie uova e poi, appena nato, getta a terra le uova dei fratellastri di nido.
Balie e Cuculi; contrasti estremi, sintesi perfetta di come si può essere generosi oppure egoisti.
Tutto questo pistolotto ha attinenza con il nostro viaggio; pure noi abbiamo infatti una Balia ed un Cuculo.
Si da il caso che delle nostre quattro, due moto siano uguali e tra le specie delle più famose, quella della leggendaria Africa Twin.
Con quel modello Honda vinse varie volte la Parigi/Dakar e conquistò i mercati, non senza però rendersi nota pure per un impianto elettrico a dir poco ballerino.
Capita così che anche in una delle nostre A.T. si segnali un guasto all'alternatore.
Senza quello, la batteria non si carica e poi si spegne, bloccando così la moto; già lontani da Bishkek ed ahimè privi del vitale ricambio.
Siamo fottuti? Macché, le conoscenze meccaniche di due del gruppo (io e Renato siamo lusingati nel vedere che pensate subito a noi), risolvono in un attimo l'empasse.
Sulla moto a posto viene montata la batteria, ormai scarica, dell'altra. Man mano che si fa strada, l'alternatore sano ricarica la batteria esangue, che torna così a nuova e pimpante vitalità.
Nel frattempo la A.T. con alternatore rotto succhia energia alla batteria sana ma non la ricarica; in 4 o 5 ore di viaggio la poveretta alza bandiera bianca.
Qui però intervengono i nostri Demiurghi (sono in realtà Omar e Luca, la Vs fiducia sui due sopraindicati era malriposta) che, cambiando per tempo batterie alle due A.T., prolungano il ciclo vitale di entrambi i preziosi accumulatori.
La prima moto non è una Balia? E l'altra non assomiglia al Cuculo?
Il nostro viaggio può così continuare ma, badate, solo grazie ad un intervento esterno che pone un limite all'azione del Cuculo, lo ferma prima dell'irreparabile.
Di Balie, riconosciamolo, il mondo è felicemente pieno; la generosità abbonda ad ogni latitudine, la si trova quotidianamente in tutti i popoli.
Sono però i Cuculi che trovano pochi limiti e nessun Demiurgo.
E non parlo solo dei Cuculi più importanti; certo sarebbe bello che in USA, Russia o Cina qualcuno tirasse un po' le orecchie a quei tre prepotenti e ad altri loro simili in giro per il modo.
Forse però ognuno di noi dovrebbe incominciare almeno tenendo a bada il Cuculo che è in lui.
P.S. Era ormai notte che si è arrivati ad Osh; domani entreremo in Tajkistan.






























