Qui si parla soprattutto di pastori nomadi, in special modo di pastori kirghizi, di quanto dura ma affascinante sia la loro avventura umana.
Si parla però anche di baroni, letterati e curiosità intellettuali.
Il Journal des Savants era, a partire dal 1700, quello che oggi potrebbe essere un sito internet di poliedrici intellettuali; era una rivista periodica di articoli scientifici, letterari e di ogni umana pregnante curiosità.
Edita a Parigi, era lettura appassionata del trasversale beau monde dell'epoca.
A metà del 1826, il Journal des Savants diede spazio ai racconti del viaggio compiuto nel 1820 dal barone russo Egor K. Mejendorf, da Orenburg a Bukara.
Se ci pensate, anche oggi è avventuroso ed affascinante un viaggio via terra dalla Russia europea, oppure dall'Italia, sino a Bukara.
Pensate cosa possa essere stato quel viaggio nel 1820; un mondo poco conosciuto, popolato da misteriosi khanati e splendide odalische, posto tra i confini di Europa/Russia e quelli della colonia britannica dell'India.
Inutile dire che la pubblicazione ebbe un enorme successo e le memorie del barone andarono a ruba.
Tra gli assidui lettori della rivista c'era anche Giacomo Leopardi, il quale rimase estremamente colpito dal racconto del barone sulle abitudini dei nomadi kirghizi, usi rimanere desti nelle notti di luna piena, a guardare le greggi e le piane illuminate di luce misteriosa, cantando tristi nenie.
Quella fascinazione ispirò poi, pochi anni dopo, l'immortale lirica leopardiana "Canto notturno di un pastore errante per l'Asia".



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