Accadde nel gennaio del 2010.
Non si può dire però ...accadde l'impensabile..., che qui, sulla Karakorum Highway, di frane ne cadono quasi ogni settimana.
Questa frana, originata da una slavina, era solo diversa dalle altre.
Gigantesca.
Apocalittica.
A sud del paesello di Attabbad, provocò un'immane e naturale ostruzione al flusso dell'imponente fiume Hunza.
Ci vollero ben sei mesi perché l'acqua arrivasse a tracimare da quel blocco franoso, tornando così ad alimentare verso sud il letto dell'Hunza in secca da allora.
Nel frattempo dove un tempo sorgeva Attabad si era creato in notevole lago, largo 21 chilometri e profondo 100.
Per anni solo delle chiatte consentirono il collegamento tra le due porzioni di Pakistan a monte ed a valle del lago; ci furono danni economici notevolissimi, senza contare le decine di morti, i paesi inghiottiti o forzatamente evacuati, le decine di migliaia di sfollati.
Poi, grazie all'onnipresente amico cinese, tre gallerie traforarono il fianco est e la nuova strada riunì la nazione spezzata.
Passato il tempo dei morti e delle piaghe si scoprì poi, business as usual, che da quella tragedia si poteva fare la grana
Ed ora, sulle acque azzurro-latte del lago Attabad si affacciano hotel 5 stelle e sfrecciano i motoscafi dei ricconi di Islamabad.







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