Il Tenente Drogo non avrebbe gradito.
Quella non era una degna Fortezza da dove scrutare l'enigmatico deserto ed il proprio animo inquieto
Quella era solo una casupola, calcinata da sole. Era dipinta di verde azzurro per dare un po' di tono ma, immersa nel nulla, quel tentativo era subito vano.
Era l'emblema di una desolata desolazione; eppure era lì che erano stati assegnati e li dovevano rimanere.
I tre militari dello sperduto e desertico posto di confine tagiko, scrutano distrattamente e svogliatamente i nostri passaporti.
Ce ne andiamo subito e loro, con il mitra in mano, rimangono nell'apatia in cui li abbiano trovati.
Per loro la giornata sarà più dura della nostra, messi comunque a durissima prova dalle asfissianti e cervellotiche regole doganali del Celeste Impero.




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