venerdì 14 agosto 2026

Un dud-chai nell'oasi di Mulungutti








La sera si è arrivati a Shimshall con non poche fatiche, anche tecniche.
Una buona cena accompagnata da una bella dormita ci rintempra e quindi, abbondante colazione e via che si riprende la strada del ritorno.
La giornata è più limpida di ieri ed i fianchi strapiombanti del canyon ti sembrano ancora più profondi ed aggressivi.
Circa a metà strada, in un oasi più piccola di quella di Shimshall ma comunque scintillante di verdi colture, abbiamo un piacevole invito.
In una piccola e scura baracca a fianco della sterrata è alloggiata una dozzina di uomini; sono occupati per un paio di mesi per lavori alla vicina centrale elettrica e, viste le condizioni della strada, non possono certo tornare a casa la sera.
Alcuni sono di Karimabad, dove dormiremo stasera ed uno è proprio di Ghotolti, ove è situato il Cristina Castagna Center.
Ci invitano a bere con loro un dud-chai, il tea nero, con pari dose di latte, che qui è bevanda imperante.
L'offerta di un tea a chi passa è tradizione granitica, per loro è poi occasione di capire chi siamo e da dove veniamo.
Nella baracca quasi non ci si vede, l'unica luce è offerta da un buco nel tetto, trafitto dai  raggi di sole e gonfio del fitto fumo che da lì si sfoga verso l'esterno.
C'è un fuoco acceso infatti, su cui pendono due pentole, una dell'acqua per il.tea e l'altro, molto più grande, ove già bollono, in brodosa e piccante  salsa, patate e pollo.
Ce la raccontiamo un po' e poi un saluto e via.
Troveremo poi modo di fare loro avere un'aggiunta alla loro scorta di tea nero.


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